Storia e campo d’azione

Nel 1970, in occasione dell’assemblea plenaria della Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mediterraneo (CIESM), il Principe Ranieri III di Monaco, cosciente della necessità di preservare il Mediterraneo realizzando azioni comuni per limitare l’inquinamento marino, manifestò la volontà di creare una zona pilota che potesse diventare un laboratorio d’idee per la tutela dell’ambiente marino.

L’iniziativa fu accolta con favore dai governi francese e italiano e si concretizzò il 10 maggio 1976 con la firma ufficiale dell’Accordo RAMOGE a Palazzo Grimaldi. L’Accordo prende il nome dalle prime sillabe delle tre città che, allora, ne delimitavano il campo d’azione: Saint-RAphaël a ovest, MOnaco e GEnova a est.

Questo accordo relativo alla tutela delle acque del litorale mediterraneo, che si iscrive nel quadro della Convenzione di Barcellona e del relativo Piano d’Azione per il Mediterraneo, è stato ratificato dai tre paesi ed è entrato in vigore nei primi sei mesi del 1981. In quell’occasione la zona di competenza originaria è stata ampliata da Marsiglia a La Spezia, più precisamente dalla foce del Rodano alla foce del fiume Magra, per tenere meglio conto delle suddivisioni amministrative dei singoli Stati. Così facendo l’intero territorio della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra e della Liguria è stato incluso nel perimetro dell’Accordo.

Nel 1993, con l’attuazione del Piano RAMOGEPOL, l’Accordo RAMOGE ha esteso le proprie competenze in alto mare.

L’Accordo RAMOGE è simbolo di un nuovo approccio di conservazione dell’ambiente marino e introduce il concetto di cooperazione e di solidarietà sub-regionale.

In più di quarant’anni di attività, RAMOGE ha acquisito una solida esperienza nella lotta agli inquinamenti marini e costieri e nella protezione della biodiversità, impegnandosi fortemente nella sensibilizzazione dei giovani all’ambiente marino..