Rifiuti marini

La problematica dei rifiuti marini è una preoccupazione dell'Accordo. Difatti, rappresentano una minaccia per la diversità biologica, la qualità dell’ambiente marino ed impattano l'economia litorale, particolarmente il turismo e la pesca, e addirittura talvolta la salute umana.

In questo senzo RAMOGE intraprende delle campagne di censimenti dei rifiuti spiaggiati e sui fondi marini. Queste campagne hanno permesso, in un primo tempo di valutare la distribuzione di questi rifiuti e di determinarene le origini. Questi censimenti permettono di raccomandare, a partire da questi elementi, delle azioni mirate e più efficaci che conducono a ridurre il loro numero.

Le campagne di monitoraggio sono state condotte questi ultimi anni su delle spiagge particolarmente in Liguria, a Monaco ed in regione Provence Alpes Côte-d’Azur, secondo un protocollo di sorveglianza conforme alla Direttiva Quadro sulla Strategia Marina.

Questi lavori hanno mostrato l'importanza dei rifiuti plastici, provenienti particolarmente da imballaggi alimentari, dalle plastiche ha usi unici, in particolare i cotton fioc, dai mozziconi di sigaretta, e dal legno gallegiante, potendo costituire un pericolo e rappresentare un carico finanziario conseguente per le collettività che devono raccogliergli. Questi risultati mostrano l'importanza di sensibilizzare il pubblico ed anche le collettività territoriali.Oltre la diffusione di documenti a carattere educativo e la partecipazione ai programmi che sostengono la gestione delle collettività locali, l'Accordo, vorebbe incoraggiare i comuni, costiere e non, a favorire il collocamento di dispositivi che permettono di ridurre la quantità di rifiuti che arrivano in mare.

In questo spirito, le iniziative potrebbero interessare l’insieme delle collettività territoriali della zona RAMOGE

Peraltro, l'Accordo ha partecipato alla campagna " Navigo, e riciclo" per sensibilizzare i diportisti della zona RAMOGE alla necessità del recupero e la raccolta dei rifiuti nei porti.

Il bilancio relativo ai rifiuti sui fondi marini sono stati realizzati durante le campagne di esplorazione RAMOGE relative alla biodiversità ed alle pressioni antropiche nell’ambiente marino profondo. I risultati (hyperlien) dei lavori effetuati nel 2016, tra 50 e 465 m , a bordo della nave oceanografica Astrea dell’ISPRA (Italia), e nel 2018, fino a 2500 m, a bordo della nave Atalante dell’IFREMER (Francia), con il sostegno della prefettura marittima, hanno mostrato l’esistenza di zone di accumoli e l’importanza dei canyon per la canalizzazione dei flussi verso il fondo. I lavori hanno permesso inoltre di definire le basi scientifiche e tecniche di un monitoraggio dei fondi marini, precisando i differenti biotopi il loro grado di alterazione e le strategie necessarie alla loro sorveglianza.


Paramola curvieri su un rifiuto metallico